Imu, in arrivo la rata del 16 dicembre Stretta sulle famiglie con più abitazioni

Imu, in arrivo la rata del 16 dicembre Stretta sulle famiglie con più abitazioni

LE NOVITÀ

Alla cassa dell’Agenzia entro il 16 dicembre, con un’amara novità per molte famiglie. Sono 25 milioni i proprietari di immobili che si preparano a versare il saldo Inni, per chiudere così i conti con il 202] dopo il pagamento dell’acconto di metà giugno. Con questa seconda rata (che vale il 50% dell’importo totale), il gettito complessivo arriverà a quota 19,6 miliardi di curo e i calcoli tengono conto dell’abolizione introdotta nel corso dell’anno per alcuni immobili strumentali alla produzione individuati nei decreti d’emergenza varati negli scorsi mesi dal governo per contrastare la pandemia.

LE REGOLE

In particolare, la rata è sospesa per gli immobili strumentali i cui possessori hanno subito un calo di fatturato di almeno il 30% nel 2020. La grande novità di quest’anno, come detto, consiste nel giro di vite voluto da governo e Parlamento per impedire alle famiglie di sdoppiarsi in due case (una intestata al marito e l’altra alla moglie) per evi tare di pagamento dell’imposta. Con il decreto fiscale è infatti stato stabilito che l’esenzione sarà valida solo per un’abitazione a famiglia, anche se i coniugi risiedono in due comuni diversi. Un compromesso che risponde, sebbene parzialmente, a una sentenza della Cassazione ancora più restrittiva e che stabiliva il pagamento dell’Imo per entrambe le abitazioni qualora i coniugi fossero residenti in due immobili differenti. Una soluzione ovviamente non bene accolta da Confedilizia, secondo cui si poteva fare di più. «È vero che la Cassazione aveva dato una interpretazione ancora più restrittiva della norma sull’esenzione Imu per l’abitazione principale, ma la via più corretta-ha spiegato il presidente, Giorgio Spaziani Testa era quella che era stata indicata dal Dipartimento delle finanze del Mef, che consentiva di applicare l’esenzione nei casi in cui i coniugi risiedono per motivi lavorativi in comuni diversi». I numeri dicono che almeno i] 41 per cento di coloro che dovrà pagare l’imposta è lavoratore dipendente o pensionato.

IL CALCOLO

Com’è noto, fimo non si paga sulle prime case, a meno che queste non appartengano alle categorie catastali (A/1, A/8, A/9) e siano considerate case di lusso. Sull’abitazione principale si applica un’aliquota agevolata del 4 per mille e una detrazione di 200 curo. La misura del versamento di questa seconda rata è quella indicata dai singoli Comuni, a patto che siano state pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze entro il 28 ottobre scorso. In caso di mancata pubblicazione, il calcolo dovrà essere eseguito con le aliquote del 2020. La misura del versamento è semplice: si parte dalla rendita catastale e la si rivaluta del 5%. Poi si moltiplica il risultato che si ottiene per il coefficiente dell’immobile e vi si applicano le aliquote stabilite dai sindaci. I RIMBORSI Occorre ricordare che chi ha pagato l’acconto di giugno pur essendo esente, per esempio perché immobile con inquilini morosi oggetti di sfratto per morosità, può presentare domanda di rimborso al Comune. Secondo le stime della Uil, Il costo medio finale dell’Imu su una seconda casa ubicata in un capoluogo di provincia sarà di L070 euro (535 euro come acconto di giugno) con punte di oltre 2.000 euro a Roma, La media dell’aliquota Imu applicata per le seconde case ammonta al 10,6 per mille ma in molti Comuni (480 municipi di cui 18 città capoluogo) è in vigore “la ex addizionale Tasi”, fino a un massimo dello 0.8 per mille, introdotta per finanziare negli scorsi anni le detrazioni per le abitazioni principali, cosi da portare in questi Comuni l’aliquota timi fino a1111,4 per mille. Tra queste città spiccano Milano e Roma Capitale.

LO SCENARIO

Più nel dettaglio, secondo il rapporto della Uil il costo maggiore in valore assoluto per una seconda casa a disposizione si registra a Roma con 2.064 euro medi; a Milano, invece, si pagheranno 2.040 curo medi; a Bologna 2.038 curo; a Genova 1.775 euro; a Torino 1.745 curo, Valori più contenuti si registrano ad Asti con un costo medio di 580 euro, a Gorizia con 582 curo; e a Catanzaro con 659 euro. Chi possiede una seconda pertinenza dell’abitazione principale della stessa categoria catastale (cantine, garage, posti auto, tettoie), dovrà versare l’Imu con l’aliquota dette seconde case, con un costo medio annuo di 55 euro (28 curo di acconto), con punte di 110 euro annui a Roma.

Fonte Il Messaggero – Michele Di Branco

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